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Vajont 2008

ALLA SCOPERTA DELL’EST: la Valle del Vajont
Siamo tornati in triveneto per accontentare i soci dell’est più pigroni al muoversi. Tant’è che c’era chi in Bianchina ha raggiunto la Valle del Vajont provenendo dall’Emilia, Toscana, Aosta e con le A112 ed Y10 dal resto d’Italia ad incontrare i ns. amici. Grazie ai fiduciari di zona ed a Paolo Turchet, Segretario del Club Ruote del Passato, s’è potuto realizzare un raduno memorabile. L’occasione è stata anche il gemellaggio con loro che vi partecipavano con 10 mezzi storici. Il sabato alcuni soggiornavano all’agriturismo di Casella per raggiungerci poi la domenica e gli altri 20 a Claut erano già sul posto per esplorare le zone, ed il nuovo Museo clautiano. L’ospitalità di Aldo Bravin al centenario albergo Vittoria da poco restaurato è stata buona e cordiale e la sera alla lunga tavolata s’intrecciavano i discorsi più vari che pregustavano l’attesa dell’indomani.Affacciarsi al balconcino di legno colmo di fiori e fotografare con l’animo le aguzze spade d’argento delle Dolomiti irrorate di rosa del mattino che giungeva. La lunga tavolata dei caffellatte era pronta: fotoricordo e partenza con le frementi Autobianchi. L’appuntamento era al piazzale del Museo del Vajont ed incontrarsi è sempre bello. Abbracciare De Pellegrin e la sua Primula è fondamentale, ma…ostregheta, anche i bianchinisti veneti! Dalle 112 fuoriuscivano equipaggi felici e famiglie intere. Le Y10 rampavano come puledri ma, su tutte, l’A111 di Luigi Fumolo, gran elegantona, induceva tutti all’ammirazione. Alla visita del Museo tante immagini dell’epoca: filmati e foto bianco/nero informavano i visitatori sugli eventi accaduti. Uscire di lì stropicciandosi gli occhi sembrava quasi tornare alla realtà da un brutto incubo e vedere le auto parcheggiate al sole: una distesa sparpagliata di tantissimi colori ci portava serenità. Al giro, incolonnati e palpitanti, percorrevamo la strada sul monte caduto e poi, parcheggiati, a piedi su una passerella costruita sulla diga che è la più grande del mondo e che ora rimane lì sola, inutile, ferma qual monumento all’idiozia umana. Il vento forte lassù ci faceva venire i brividi e taluni mostravano segni di nervosismo. Danilo, caro amico e ottima guida, ci erudiva su questo e su quello: che emozione! Rientrare alle auto era nuovamente una gioia ed i giri panoramici eran da sogno. Su di un altro pezzo panoramico di monte caduto avevano allestisto un particolare e delizioso aperitivo. Le donne di Claut offrivano della carne tipo bresaola meravigliosa salami essiccati a sole e formaggi che si scioglievano in bocca: bocconi unici annaffiati dal Valdobbiadene fra il sole e vento dell’altitudine! Alcuni si son straiati sull’erba all’ombra dei pini per assaporare fino all’ultimo queste emozioni. I ragazzi delle Y10 scherzavano e ridevano ed altri facevan le foto: eravamo proprio sotto la M, il taglio da cui si staccò la roccia! S’era indolenti al ripartire e si stava così bene ma dovevamo scendere e dirigerci a Casso che avremmo visitato dopo pranzo. La Protezione Civile ed i volontari avevano organizzato apposta per noi tensostrutture posate sull’ultimo tratto di roccia caduto alla base di Casso che per fortuna non fu travolto. Splendido posto panoramicissimo, ottimo menù tipico locale di carni verdure e formaggi cotte su pietra. Ed il gelato artigianale e locale è conosciuto in tutta Italia. Due cantori in costume allietavamo l’atmosfera e l’ambiente era festoso. Le 60 Autobianchi erano parcheggiate in parata divise per modello sotto al sole. Un’ospite improvviso, violento ed inatteso ha sorpreso tutti. Un forte acquazzone s’abbattè su tutto però, anziché rovinare la compagnia, tutti cantavano a squarciagola sotto le tensostrutture e taluni ridevano divertiti e bagnati dalle raffiche e dai 10 cm d’acqua sottostanti. In piedi sulle sedie col goloso gelato assistevano alle premiazioni mentre i ragazzi si divertivano coi piedi nell’acqua: pochi minuti e rispunta il sole asciugando tutto. Bella la passeggiata a Casso: viuzze a dedalo fra casette di pietra strette l’un l’altre. Acquisti di formaggi e CD col film Vajont. Targa ricordo ed applauso agli organizzatori al club….ed ai convenuti. Doni locali consegnati dall’assessore allo sport e vassoi dell’Europa, dal Registro a tutti, premi speciali e coppa a Scacchetti che, con la nuova bella Panoramica, ha percorso tanti e tanti km, a Binanti per la sua bella 112, a Stadari per la sua bella Y10, tazze di ceramica ai ragazzi che dovevano ancora bere tanto latte per aver poi la patente e guidare l’Autobianchi di famiglia.

Articolo di Laura Lodi – Fotografie di Marco Lerda

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