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Torino Autobianchi International Meeting parte 3

Grandi emozioni hanno colto tutti i partecipanti all’Autobianchi International Meeting! Belgio, Olanda, Germania, Francia, Svizzera, e dalla Sicilia, Toscana, Veneto, Emilia Romagna, Lombardia, Liguria, tutte assieme alle piemontesi, ad entrare all’appuntamento in FCA al Mirafiori Motor Village. 80 auto fra Bianchina, Stellina, Primula, A111, A112 e le Abarth ed Y10 con 130 passeggeri, felici di ricontrarsi, fra amici vecchi e nuovi dopo quello avvenuto in Francia a Parigi nel 2013. L’Autobianchi International Meeting ha un sapore tutto diverso, folle e gioioso! Quante lingue diverse e quanti migliaia di km percorsi pur d’esserci! I saluti e la felicità d’essere arrivati e, al Mirafiori Cafè, ecco un buon cappuccino italiano. Il funzionario della Fiat ci dice che possiamo avviarci in colonna alla Pista di Mirafiori ed ecco che l’emozione sale mentre si va nel tempio a girare con le Autobianchi, nello stesso luogo ove provavano le Balilla e le Topolino. Posizionati in 4 file, i primi a fare il giro son tutte le Bianchine e la Stellina olandese. Son tenere coccinelle e gli altri le ammirano ed applaudono. Ed ecco pronte le Primula e le A111 con le A112 prime serie: via! Intanto si preparavano le A112 Abarth e De Fresquet fremeva a bordo della Chardonnet; quando toccò a loro un boato s’udì, frutto dell’ingegno del grande Karl. Mentre le altre auto giravano con osservanza e stile, le Abarth avevano il pepe sulla coda. Fu la volta delle Y10 che intanto avevano l’acquolina in bocca ed anche le turbo, nonché il fire: si fecero sentire e assaporavano la gioia d’esserci. Al Ristorante del Mirafiori Motor Village, seduti a tavola, ne parlavano, gustando piatti ricchi di sapore. Dopo il tiramisù ed il caffè, ci avvisano che le auto civetta provenienti dallo stabilimento intitolato a Giovanni Agnelli ove costruiscono le MASERATI sono venute a prenderci. La lunghissima colonna s’avviò alla vicina Grugliasco. Parcheggiammo tutti al di sotto di una moderna tensostruttura. Nello stabilimento, qua e là, grandi poster d’Autobianchi in nostro onore. L’ing Filippin ci ricevette, contento di questo insolito assalto. I funzionari preposti all’organizzazione ci diedero il benvenuto, ognuno fu registrato ed ebbe in dono un nastro ed un braccialetto. Una grande sala ci accolse e fummo dotati tutti di cuffie, ognuno connesso ad un interprete nelle 5 lingue presenti. Eravamo tutti felici di festeggiare le Maserati in occasione dei loro 100 anni. Sul led-wall campeggiava una grande scritta: Maserati dice grazie alle Autobianchi! Un bel filmato scorreva con immagini storiche la storia e l’evoluzione di queste magnifiche auto sino ai giorni nostri, tant’è che rimanemmo tutti in rispettoso silenzio ed a bocca aperta. Al termine l’ing Filippin volle Marco Lerda sul palco per ringraziarlo della visita e chiamò Laura Lodi che aveva tessuto l’evento; noi gli consegnammo commossi una targa del Registro Autobianchi. In un elegantissimo salone ci fu offerto un rinfresco e, fra un dolcetto e l’altro, ammirammo e toccammo da vicino queste auto. I bus ci trasferirono poi nel cuore della produzione. Divisi in gruppi con guida, in fila indiana per non recar intralcio, entrammo in silenzio nella linea di montaggio. Gli addetti alla produzione creavano le Ghibli in ogni parte e, sopra le nostre teste, passavano grandi semilavorati somiglianti a veri gioielli. Un’emozione da restar senza fiato! I bus ci riportarono all’ingresso e, raggruppati per nazionalità, fummo fotografati con le Maserati appena sfornate. Dopo una bicchierata finale ricevemmo ognuno una foto ricordo: fummo felici, imbarazzati e commossi per l’accoglienza, tant’è che gli olandesi contraccambiarono il dono con dei tulipani. La sera, tutti cena a La Valeta ad Orbassano ove Beppe Cibrario, nostro socio ed appassionato, ha accolto e sollucherato tutti nel suo caratteristico locale. Ormai è conosciuto tant’è che molti l’han abbracciato contenti d’esserci. Bunet e grappino e tutti han brindato al termine di una giornata memorabile. La domenica mattina puntuali davanti all’Hotel Motel Prestige, una fila lunghissima s’avviò per la Val Chisone. Le auto normali eran sbigottite a vedere le tantissime targhe straniere dell’infinita colonna variopinta d’Autobianchi. A Bricherasio ci attendevano “I Vignaioli” coi tanti tavoli con saluni, formaggi e vini della zona ed il pane caldo appena sfornato. I vini venivano assaggiati e subito acquistati, specialmente dagli stranieri poco abituati a simili delizie. Villar Perosa ci attendeva e, a San Pietro in Vincoli, nel piccolo e caratteristico cimitero la famiglia Agnelli aveva gentilmente aperto il Mausoleo ove riposano le salme dei loro cari. La guardia ci faceva entrare a gruppetti per porgere onore ai grandi personaggi che non son più. Visita alla chiesa dello Juvarra, detta la piccola Superga, che domina un panorama spettacolare a 360°. Discesi con due tornanti fummo accolti subito dopo al Museo dedicato a Giovanni Agnelli, aperto per l’occasione. Bello, eccezionale, istruttivo e commovente veder foto e film di tanti anni di questa grande famiglia. Il Sindaco di Villar Perosa ci salutò lieto d’esser testimone di tanta passione internazionale. Superato il lago artificiale le auto si diressero a Pomaretto, ove il noto ristorante Chiabrera attendeva tutti. Ed ecco che ai tavoli arrivavano delizie e specialità di montagna come solo loro san fare. L’estasi degli stranieri toccò l’apice. I vini a dir poco nettare divino annaffiavano gli ottimi bocconi ed ogni pretesto in madre lingua era per far un brindisi collettivo. S’era allestito un tavolo con premi e ricordi vari, al quale si alternavano di Stato in Stato tutti gli ospiti. I Francesi sotto alla grande bandiera dell’Autobianchi intonarono il loro inno nazionale e poi fu la volta degli Olandesi uniti in coro nel loro inno. Furono chiamati Col e Minoia per premiare Patrick Ink e la sua Primula: era assente al 50° a Fiorenzuola, a causa dell’improvvisa scomparsa della moglie. Commosso, ricevette i doni per la sua bella Primula giramondo. Ci donarono cesto coi bulbi di tulipani e dono al Registro quali organizzatori. Poi fu la volta dei Tedeschi, dei Belgi, e via così fino ai Siciliani, Toscani, e le regioni Italiane dei partecipanti: ogni gruppo intonava l’inno della propria tradizione e poi tutti assieme l’Inno di Mameli. Laura era commossa: una cosa così non era mai successa! A tutti dono in rappresentanza dell’Italia di spaghetti, vini, palloni e tant’altro. E pensare che il primo raduno Internazionale fu a Torino nel’92 con le Bianchine al quale seguirono tanti altri appuntamenti con presenze europee di massa, sino al ’97 sia a luglio che a settembre. Poi nel ’99 il tour de France con eclissi di sole e, sempre viaggiando su strada, le belle avventure in Germania, Svizzera e 3 volte in Olanda. Gli amici olandesi stanno già organizzando il 60° AUTOBIANCHI in NEDERLAND il 5-6 settembre 2015. Grazie per l’aiuto all’evento a FIAT, AGAP, alla famiglia Agnelli, alla famiglia Cibrario della Valeta, ai Vignaioli a Bricherasio, al comune di Villar Perosa ed al Chiabriera. Grazie a tutti per la bella festa ed a Fulvia, Francisco, Nadia, Alessio, Emanuele, Vincenzo, Edoardo, Marco e Fabrizio, Cristina e Silvia, per l’aiuto svolto in vari modi, ed al buon Neirotti che s’è prodigato a riparare alcune auto ch’erano un po’ in difficoltà per poter riprendere il lungo viaggio di rientro. Articolo di Laura lodi, fotografie di Emanuele Bonzano, Fulvia Foglizzo, Laura Lodi, Marco Lerda, Humbert Lui, Sandro Scatamburlo

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