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San Benedetto del Tronto parte 1

San Benedetto del Tronto: le Autobianchi tra mari e monti 7-8 luglio 2012 – prima parte
Elogio alla volontà di squadra ed a chi s’è impegnato per la buona riuscita dell’evento, con umiltà e grandezza. E’ stata una buona organizzazione Torino/San Benedetto del Tronto, Laura/Claudio ed i suoi amici Roberto, Giustino e Silvano.
Ma andiamo per ordine. Come sempre qualcuno ne ha approfittato per far qualche giorno in più data la bellezza del posto e l’ottimo trattamento ottenuto. L’Hotel Miami è stato favoloso: bello e, tutt’intorno, giardini e piscina ove i giovani godevano subito della particolarità. Fantastica cucina ove si alternavano vari e gustosi prodotti locali che ci solluccheravano. Già il venerdì, poiché il viaggio di molti equipaggi copriva fino a 1500km in a/r, vi fu l’arrivo al mare blu. Alcuni andarono subito in spiaggia, o in giro fra i viali ricoperti di rigogliose palme. La sera, abbracci felici e cena. Il sabato mattina molti s’erano aggiunti; chi lavava l’auto, chi faceva i tuffi in piscina, chi chiacchierava con vecchi e nuovi amici, mentre i CT erano impegnati ad aiutare per problematiche d’ordine vario. Dopo il pranzo, la colonna d’auto capitanata dalla bianchina trasformabile targa oro del ’58 di Silvano Ciotti partì in direzione Civitella del Tronto, piccolo e meraviglioso paese arrampicato sulla fiancata della montagna con le case strette una accanto all’altra, soverchiato dal Forte, il più grande d’Europa, dal quale si domina un panorama mozzafiato con mare. Al forte s’ebbe l’ultima battaglia dei Piemontesi contro i Borboni per l’Unità d’Italia; il luogo è perciò ricco di valori storico-nazionalistici. Bel giro e percorsi fra passerelle e gallerie, con la guida che narrava al bel gruppo ogni cosa. Intanto le auto erano parcheggiate nella piazzetta a strapiombo, con permesso del Comune, coi vigili a vigilare ed i Civitellesi stupiti di quest’assalto d’Autobianchi. Particolare era stare al dehor a gustare un gelato ammirando questo spettacolo d’insieme. Lasciato a malincuore Civitella, La fiammante Y10 di Claudio ci riportò all’hotel Miami, attraverso scorci panoramici davvero unici. Le ore passavano liete ed in allegria e, alla cena, avvenne la presentazione ufficiale tra alcuni nuovi partecipanti, i quali però già si conoscevano attraverso il Forum Autobianchi. La domenica vi fu il pienone: mancava solo la giovane Pilotina, presente il giorno prima! S’aggiunsero quelli del posto, portando belle auto. Capitanati da Alessandro Cotti, figlio di Silvano e prossimo sposo, con la sua A112 Abarth verde pampa, via incolonnati verso altri bei percorsi, sino a….alla Pista!!! Ed ecco che il bimbo che è in tutti noi, venne subito fuori! Lo sapeva bene Tarquini: grazie a Costantini con Bianchina berlina verdina, titolare della Pista, ci fu un gran divertimento, tutti come tanti bimbi sulle giostre. Le 4 Primule, inaspettatamente, partirono a razzo seguite dalle A112 (per non dire di quella di Leone che andava a 2…ruote) e le Y10, presenti in pari numero. Anche le 15 bianchine, per non esser da meno, s’intercalavano nella corsa alle altre, facendole rallentare di brutto…troppo divertente! Belle le foto scattate dal Presidente Marco Lerda dall’alto della torre di controllo! Poi, ormai più calmi per raffreddare gli spiriti ed i motori, la colonna fu accolta dai Vigili di San Benedetto i quali, con le sirene inserite, hanno aperto una bella sfilata fra i tantissimi turisti in costume da bagno nel viale del lungomare. Parcheggiate le auto sotto alle palme, grazie ad un permesso speciale, numerose foto, relax e passeggiate, sino all’ora di pranzo ove, al vicino molo, il ristorante ci aspettava, con dehor, grandiosi ombrelloni con vista e brezza del mare. Salutati i Presidenti di 2 club ASI locali, Pietro Talamonti del CASPIM e Domenico Aloisi del CAST. Alle premiazioni sono stati applauditi tutti gli equipaggi che han reso bella la festa con la loro simpatia e con la loro auto, doni a ricordo a tutti e coppe al merito a Rita Sangiorgio, Claudio Tarquini, Pippo La Mura, Luigi Ruggeri, Gianlindo Filiaggi.

Articolo: Laura Lodi – Fotografie: Federico Dolino, Marco Lerda

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